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n. 3 - 17 Febbraio 2010

Risoluzione Ministero dello sviluppo economico 22/1/2010 n. 7859

Valutazione requisito professionale per lo svolgimento dell'attivitą di somministrazione di alimenti e bevande - L. 287/91 - RICHIESTA PROCEDURA DI RICONOSCIMENTO QUALIFICA PROFESSIONALE

Si fa riferimento alla nota di codesto Comune, con la quale si chiede la validità dell’esperienza professionale maturata in Italia da un soggetto, ai fini del rilascio dell’autorizzazione prevista per l’avvio dell’attività di somministrazione di alimenti e bevande.
A tal riguardo, la documentazione inviata da codesto Comune si riferisce al certificato del Centro per l’impiego di (..), dal quale si evince la data d’inizio del periodo occupazionale (19/12/1997) con l’attuale datore di lavoro che nella dichiarazione allegata certifica, alla data 2 dicembre 2009, l’assunzione del lavoratore in questione con la qualifica di “Tuttofare”, precisando comunque che fra le mansioni svolte vi sono “ (..) anche quelle di aiuto cuoca di ausilio nei riguardi del personale di categoria superiore”. Tra i documenti da valutare vi è inoltre una sola busta paga, relativa al mese di settembre 2009, dal quale si evince che la retribuzione resa è in funzione del lavoro svolto in qualità di “Tuttofare” (operaio di sesto livello).
Pertanto dall’esame della certificazione allegata, non si desumono dati sufficienti a dimostrare il possesso del requisito professionale, relativo alla pratica commerciale, come stabilito dall’art. 2, comma 3, della legge 25 agosto 1991, n. 287, come modificato dall’art 3, comma 1, lett. a) della legge 4 agosto 2006, n. 248 (cfr. al riguardo il punto 2.2.4 della circolare n. 3603 del 28/9/06).
Per effetto della citata disposizione, infatti, è necessario “aver prestato per almeno due anni negli ultimi cinque, presso imprese esercenti attività di somministrazione di alimenti e bevande, in qualità di dipendenti qualificati addetti alla somministrazione, alla produzione o all’amministrazione o, se trattasi di coniuge, parente o affine entro il terzo grado dell’imprenditore, in qualità di coadiutore”.

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